SOLIDARIETA’ CON STUDENTI, FAMIGLIE E DOCENTI:  L’ONDA DEL DISSENSO  CRESCE E MINACCIA DI SOMMERGERE  GLI IGNORANTI CHE CI COMANDANO

Nessuno può rimanere indifferente di fronte allo sfascio imposto alla scuola pubblica e all’università, che sottrae  ai ragazzi gli unici strumenti realmente formativi  per  limitare i danni imposti dal rincoglionimento delle TV, dei videogiochi e dei telefonini ultima generazione.
Il piano dell’attuale governo è chiaro a tutti: dirottare i soldi della scuola verso altre aziende, (banche, Alitalia, ponte sullo stretto, missioni e soldati inviati all’estero allo sbaraglio, fondi per il culto): prima d’ora eravamo in pochi ad urlare al vento e a dirci preoccupati per la deriva che la nostra democrazia stava assumendo, adesso l’Onda cresce giorno dopo giorno con l’afflusso continuo di studenti, docenti e genitori, che si vedono defraudati del diritto all’istruzione pubblica.
L’assalto in Piazza Navona da parte di fascisti armati di spranghe tricolore rappresenta il tentativo di distruggere un movimento di massa attribuendolo a semplici scontri tra fazioni opposte o ad attacchi di “facinorosi” (così Berlusconi chiama i ragazzi che scendono in piazza). Una simile operazione, preannunciata da Kossiga, in salsa squadrista e di regime è vergognosa ed inutile.

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Ora il governo ha paura

ottobre 23, 2008

di Simone Oggionni

Ora il governo ha paura. E quando ha paura il regime mostra i muscoli e lancia avvertimenti, schierando le forze dell’ordine contro le occupazioni.
Il presidente del Consiglio ha tenuto a farci sapere che «non arretrerà di un millimetro», e cioè che il decreto Gelmini (e i tagli, e lo svilimento della ricerca e del carattere pubblico dell’istruzione) non sarà ritirato.
Nemmeno il movimento arretrerà di un millimetro. Pacificamente, continuando a ragionare, a produrre protesta e al contempo le proposte necessarie per garantire un’alternativa reale allo sfascio che è alle porte. Mettendo in rete tra loro, come stiamo facendo, centinaia di migliaia di studenti, di insegnanti, di lavoratori della scuola, di genitori.
È questo che fa paura al governo: la crescita quotidiana e massiccia di un popolo che rifiuta lo smantellamento della scuola e dell’università italiana, la decurtazione dei già esigui fondi che sostengono il traballante edificio della produzione del sapere nel nostro Paese. E quindi lotta. Si mette in gioco in prima persona. Occupa. Autogestisce. Manifesta.
Il governo Berlusconi vorrebbe ripristinare la legalità e l’ordine costituito con le cariche della polizia e gli sgomberi forzati. Come se quelle migliaia di studenti, di ricercatori, di insegnanti che in queste ore stanno difendendo, con i propri corpi e i propri presidi permanenti, scuole e università di tutta Italia non lottassero per un principio di legalità superiore.
Quella che, in punta di Costituzione, garantisce e tutela la libertà di riunione e di espressione delle proprie idee. Quella che, sempre sul piano del diritto, difende per tutti l’istruzione e il suo carattere pubblico, universale, di massa.
Per ostacolare questo bene si ribalta ideologicamente la realtà e si mette in campo lo Stato di polizia, minacciando di reprimere e soffocare.
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Di seguito inseriamo con piacere il contributo di tommasomerlo.ilcannocchiale.it inviatoci via e-mail.
Questo blog è uno spazio al servizio delle proteste, più diventa orizzontale e partecipato meglio è, quindi invitiamo tutti a contribuire!

La redazione Taglia la Gelmini

La Gelmini non starnazza a vanvera

Lo spessore politico della Gelmini traspare ogni volta che esterna l’essenza del suo pensiero, i suoi sentimenti, le sue riflessioni. Altro che oca giuliva che dovrebbe lavorare alla reception di Mediaset, con tutto il rispetto per chi ci lavora. Altro che ragazzina incompetente  proiettata al potere dal becero populismo. Qui siamo in presenza di una figura politica destinata a lasciare un segno nella storia della Repubblica italiana. Del resto i presupposti ci sono tutti. Nomi del calibro di Antonio Segni , Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro e Giovanni Spadolini l’hanno preceduta nel ruolo di Ministero della Pubblica Istruzione, e non ci sara’ nulla da stupirsi se la signorina Gelmini da Brescia riuscira’, come i suoi illustri predecessori, ad imporsi in futuro in incarichi istituzionali piu’ consoni al suo rango politico, o meglio dire, storico.  La signorina Gelmini, avvocato calabrese, ha del resto solo trentacinque anni ed ha quindi di fronte a se una vita intera durante la quale poter dimostrare tutto il talento e valore che gli sono valsi una posizione di tanto rilievo nella democrazia italiana. Inutile, quindi, le solite speculazioni faziose, nessuno raggiunge certe posizioni politiche senza meritarselo, e ci mancherebbe altro che decisioni che riguardano milioni di cittadini siano lasciate in mano a persone ignoranti in materia. Non scherziamo, l’Italia e’ un grande Paese, e un settore fondamentale come l’istruzione dove scelte sbagliate potrebbero essere devastanti per molti anni non sarebbero mai affidate a delle oche giulive. E sulla signorina Gelmini ci possiamo mettere la mano sul fuoco, oggi in Italia non c’e’ nessuno che possa  guidare meglio la difficile modernizzazione del mondo dell’educazione nazionale in un nascente contesto europeo e di fronte ad un panorama internazionale sempre piu’ complesso. Basta, dunque, farsi travolgere dalla faziosita’, basta dire sempre no, basta scioperare solo per avere una scusa per non lavorare o studiare, chiunque abbia conservato un minimo di obiettivita’ e sia animato dall’amor di patria deve abbandonarsi alle direttive illuminanti della signorina Gelmini e del suo governo.

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