La Gelmini non starnazza a vanvera

ottobre 21, 2008

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La redazione Taglia la Gelmini

La Gelmini non starnazza a vanvera

Lo spessore politico della Gelmini traspare ogni volta che esterna l’essenza del suo pensiero, i suoi sentimenti, le sue riflessioni. Altro che oca giuliva che dovrebbe lavorare alla reception di Mediaset, con tutto il rispetto per chi ci lavora. Altro che ragazzina incompetente  proiettata al potere dal becero populismo. Qui siamo in presenza di una figura politica destinata a lasciare un segno nella storia della Repubblica italiana. Del resto i presupposti ci sono tutti. Nomi del calibro di Antonio Segni , Aldo Moro, Oscar Luigi Scalfaro e Giovanni Spadolini l’hanno preceduta nel ruolo di Ministero della Pubblica Istruzione, e non ci sara’ nulla da stupirsi se la signorina Gelmini da Brescia riuscira’, come i suoi illustri predecessori, ad imporsi in futuro in incarichi istituzionali piu’ consoni al suo rango politico, o meglio dire, storico.  La signorina Gelmini, avvocato calabrese, ha del resto solo trentacinque anni ed ha quindi di fronte a se una vita intera durante la quale poter dimostrare tutto il talento e valore che gli sono valsi una posizione di tanto rilievo nella democrazia italiana. Inutile, quindi, le solite speculazioni faziose, nessuno raggiunge certe posizioni politiche senza meritarselo, e ci mancherebbe altro che decisioni che riguardano milioni di cittadini siano lasciate in mano a persone ignoranti in materia. Non scherziamo, l’Italia e’ un grande Paese, e un settore fondamentale come l’istruzione dove scelte sbagliate potrebbero essere devastanti per molti anni non sarebbero mai affidate a delle oche giulive. E sulla signorina Gelmini ci possiamo mettere la mano sul fuoco, oggi in Italia non c’e’ nessuno che possa  guidare meglio la difficile modernizzazione del mondo dell’educazione nazionale in un nascente contesto europeo e di fronte ad un panorama internazionale sempre piu’ complesso. Basta, dunque, farsi travolgere dalla faziosita’, basta dire sempre no, basta scioperare solo per avere una scusa per non lavorare o studiare, chiunque abbia conservato un minimo di obiettivita’ e sia animato dall’amor di patria deve abbandonarsi alle direttive illuminanti della signorina Gelmini e del suo governo.


La superflua conferma su chi sia la signorina Gelmini e’emersa in tutta la sua profondita’ il giorno delle oceaniche manifestazioni contro le sue riforme quando e’andata da Renato, il suo parrucchiere, che aveva contattato il giorno prima avvertendolo che i giornali lo avrebbero reso famoso e consigliandogli di non dare peso agli insulti di studenti e insegnanti. Il ministro ha anche dichiarato alla stampa «Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io, ma contro chi ti insulta non posso fare nulla perché sono troppi. Ma io vorrei che chi insulta ragionasse ». Roba da palati fini, da chi ha il privilegio di raggiungere le alte sfere del pensiero politico contemporaneo. Ma c’e’ ben altro. Dice il ministro che anche se ha difficoltà a procurarsi un quadro esatto dei conti lei sa gia’ che si pagano troppi stipendi agli insegnanti ma comunque non licenziera’ nessuno. E aggiunge “Serve un utilizzo migliore dei fondi e questo riguarda anche le università, ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo, e l’università rischia di finire come l’Alitalia e io voglio mettere mano subito a una riforma, ce ne sono troppe di universita’”. E brava la signora ministra, finalmente, diciamolo, c’e’ troppa educazione universitaria in Italia. Ma non e’ finita qui, quanto alla levata di scudi sulle classi separate il razzismo non c’entra nulla, e’ solo buonsenso. Proprio cio’ che avremmo bisogno, e per concludere il ministro spende un pensiero ai soliti lamentosi radical: il ministro spera che i moderati alzino la testa e che diano vita a una specie di marcia dei 40 mila come quella famosa dei dirigenti Fiat. Affermazioni di una consapevolezza e sensibilita’ politica da non avere bisogno di nessun ulteriore commento perche’ ne rovinerebbe la sottile raffinatezza. E pensare che che c’e’ ancora gente nel nostro paese che ha il coraggio di pensare che la signorina Gelmini siasolo un’oca giuliva che starnazza a vanvera.

Tommaso Merlo

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